Uno dei i marchi di moda più lussuosi il mondo ha dimostrato per anni che la moda non è solo abbigliamento, ma anche uno strumento di narrazione. Chanel nel mondo del cinema ha trovato il suo posto come partner di artisti e creativi, combinando la moda con la cultura visiva. Infatti, la maison, nota per il suo stile iconico e il suo costante sostegno alle arti, ha svolto un ruolo significativo nel debutto del lungometraggio di Joshua Oppenheimer, The End. Uno sforzo che conferma Chanel come istituzione attivamente impegnata nella promozione delle arti e dei valori che possono cambiare il mondo.
La moda come parte della narrazione
“The End” è un insolito musical distopico che affronta temi sociali e ambientali. In anteprima il 6 dicembre 2023 negli Stati Uniti, il film è il primo lungometraggio di Oppenheimer. Il regista, noto per i suoi documentari The Act of Killing” e “The Look of Silence”, candidati per festival cinematografici internazionali. Questa volta, il regista si concentra sulla storia di una famiglia che vive in un lussuoso bunker sotterraneo mentre il mondo in superficie brucia. I protagonisti sono. Tilda Swinton, Michael Shannon, George MacKay e Moses Ingram. Ambasciatrice Chanel per molti anni, Tilda ha interpretato il ruolo di Madre, un’ex ballerina. E sono stati i suoi abiti disegnati da Chanel a giocare un ruolo fondamentale nella costruzione della sua immagine cinematografica.

Costumi Chanel
Grazie alla collaborazione di Chanel con la costumista Frauke Firl, nota per il suo lavoro in opere come “Antichrist” e “Hannah Arendt”, la Swinton indossa non meno di dieci creazioni uniche nel film. Tra queste, un completo di tweed a quadri, un pigiama di seta blu navy, una gonna di seta rossa e un costume da bagno Eres. Il look è completato da accessori e gioielli Chanel.
Tuttavia, questi abiti non sono solo un accessorio estetico. Chanel sottolinea che il loro scopo era trasmettere il carattere dell’eroina e sottolineare il suo ruolo nella trama. “Il modo in cui la Madre si veste è il suo modo di mantenere la sua posizione, affermare la sua esistenza e sopprimere il suo trauma in un mondo al limite”, spiega il marchio. Anche il personaggio interpretato da Moses Ingram, che sconvolge le fragili relazioni familiari, è un caso interessante. Indossa un abito color albicocca disegnato appositamente e un completo color crema ispirato alla La collezione haute couture di Chanel per la primavera 2020. Questo simboleggia il suo tentativo di assimilarsi alla famiglia e di rinunciare al suo passato.
Chanel nel mondo del cinema, come portatore di valori
La collaborazione con il cinema è per Chanel qualcosa di più del marketing. I costumi disegnati dal marchio contribuiscono alla caratterizzazione dei personaggi e la presenza stessa della casa di moda in questi progetti rafforza il messaggio artistico delle opere. “The End” è anche una storia di speranza, amore e della necessità di costruire una società inclusiva di fronte alle sfide globali. Attraverso questi progetti, il marchio dimostra di poter essere non solo un’icona di stile, ma anche un partecipante impegnato nel discorso culturale. Chanel nel mondo del cinema è quindi la prova che la moda può essere arte e allo stesso tempo veicolo di idee importanti.

