Quando Emirates nel 2019 annunciò che Dior avrebbe disegnato tutti gli amenity kit per la First Class, alcuni pensarono a un’altra mossa di marketing. Altri videro il segnale di qualcosa di più grande: la moda di lusso era ormai salita a bordo per restare. E non si tratta solo di una scatola di cartone con il logo, ma di un’esperienza completa: dalle coperte Hermès alle fragranze Diptyque fino alle uniformi realizzate su disegni degli atelier parigini. In effetti, oggi l’intera cabina premium sta diventando un’estensione della passerella haute couture.
Come la moda di lusso sta cambiando il volo premium e perché il mercato premium sta salendo a bordo?
Perché proprio adesso? Perché il mercato delle cabine premium è in crescita: secondo i dati IATA, i passeggeri di business class e first class generano oltre il 40% dei ricavi delle compagnie aeree a lungo raggio. E un HNWI (high-net-worth individual) medio vola in media 15-18 volte all’anno. Le compagnie del Medio Oriente – Emirates, Qatar Airways e, di recente, anche Riyadh Air – sanno già che per questo gruppo “sedili comodi” non bastano. Si tratta di identità, estetica, status.
Dior e Hermès sono simboli di due tipi di lusso. Il primo è l’eleganza del “New Look”, la scenografia dell’esperienza.

Il secondo: artigianalità, esclusività dei materiali, sobrietà nei dettagli. Oggi entrambe le maison influenzano non solo ciò che indossiamo, ma anche il modo in cui viaggiamo in aereo.

Nella parte successiva analiziamo da dove sia nato il concetto di lusso a diecimila metri di altitudine, quali collaborazioni specifiche definiscono oggi il mercato, come funziona tutto questo dal punto di vista del business – e se ne valga davvero la pena.
Da Pan Am a Riyadh Air: la storia del lusso ad alta quota
Negli anni ’50, volare era più un evento sociale che un semplice mezzo di trasporto: le hostess in tailleur à la Dior “New Look”, i passeggeri in abiti eleganti, interni dei DC-7 con mogano e pelle. Pan Am Clipper non era semplicemente un aereo, era un simbolo: se potevi permetterti un biglietto, appartenevi all’élite. Uniformi disegnate secondo i modelli parigini del 1947, pranzo servito su porcellana: questo era lusso funzionale, senza inutili orpelli.
L’età d’oro del volo: da Dior New Look ai jet privati
La svolta arrivò negli anni ’80 e ’90, quando l’aviazione di massa divenne… appunto, di massa. Il lusso si trasferì sui jet privati. Hermès iniziò a progettare gli interni delle cabine per Bombardier – non più per milioni di passeggeri, ma per una ristretta élite. Pelle, seta, dettagli cuciti a mano. La divisione era netta: o voli con un aereo “normale”, oppure ne possiedi uno tuo.
Poi sono arrivati gli anni 2000 e il boom dell’economia premium. Emirates nel 2004 ha introdotto i beauty kit Bulgari: all’improvviso il business doveva essere glamour, non solo funzionale. Nel 2019 Dior ha sponsorizzato il tour dei BTS e in 3 giorni l’interesse per il marchio è aumentato del 420%. La cultura pop è entrata in cabina, il Medio Oriente è diventato il nuovo centro del lusso aeronautico.
L’era post-pandemica è un cambiamento di paradigma: dal “premium funzionale” al vero e proprio couture in cabina. Hermès disegna mascherine e coperte di seta, ma evita collaborazioni di massa. Personalizzazione, igiene, lusso discreto – non è più solo volare. È un’esperienza su misura.
Com’è la couture in cabina: collaborazioni concrete e dettagli
Quando entri nella cabina di Emirates A380 o in un Gulfstream privato, il primo tocco dice più del logo. Pelle conciata al vegetale sui braccioli, alcantara che ricorda le finiture di Hermès, accappatoio di seta piegato sulla poltrona: l’haute couture in cabina non è solo estetica, è un’esperienza tattile.

Compagnie di crociera e i loro partner dell’alta moda
Emirates collabora con Bulgari dal 2004: i kit di cortesia in first class sono piccoli astucci in pelle con miniature di profumi e cosmetici. Qatar Airways ha seguito una strada simile, confezionando i set da viaggio in scatole disegnate dalla maison italiana. Etihad va oltre: nelle cabine di first compaiono dettagli Versace – motivi sulle federe, coperte di lana con il caratteristico ornamento greco, e nei set di cosmetici trovi Dior Sauvage o Hermès Terre d’Hermès.
La classe premium economy di Emirates su A380 e Boeing 777 sono dati concreti:
| Elemento | Premium Economy Emirates |
|---|---|
| Numero di posti a sedere (A380) | 56 |
| Pitch | 40″ |
| Schermo | 19″ |
| Più spazio vs economy | 40% |
La modernizzazione di questo livello è già in corso su una dozzina di rotte intercontinentali.
Jet privati: dove Hermès vive in poltrona
VistaJet e NetJets offrono qualcosa in più: interni progettati utilizzando pelle Hermès, non come branding, ma come materiale. L’imbottitura dei sedili è realizzata in pelle pieno fiore della stessa serie delle borse Birkin, i pannelli murali trapuntati imitano l’interno della boutique su Avenue George V. Riyadh Air (lancio previsto per il 2025) annuncia persino sfilate di moda a bordo dei voli a lungo raggio: una teatralizzazione del lusso portata all’assurdo, ma in fondo si tratta di qualcosa di più del semplice trasporto.

Queste soluzioni non sono casuali: ogni dettaglio ha una giustificazione sia commerciale che psicologica, come spiegherò tra poco.
Business sopra le nuvole: mercato, clienti e ritorno sull’investimento
Quando Emirates installa Hermès nelle suite e Singapore Airlines si vanta dello showroom Dior a 12.000 metri di altezza, non si tratta solo di belle foto per le brochure. È un business che vale miliardi di dollari – e ritorni concreti sugli investimenti, che si possono tranquillamente rintracciare nei rapporti trimestrali.

Il mercato delle cabine premium: quanto vale il lusso ad alta quota?
Si stima che il mercato globale delle cabine premium nell’aviazione commerciale raggiungerà circa 50 miliardi di dollari nel 2025. Dopo la pandemia, questo segmento cresce a un ritmo del 10-15% all’anno, molto più velocemente rispetto al resto del settore. Curiosamente, i jet privati con design personalizzato (spesso con elementi di moda) hanno registrato nel 2024 un aumento degli ordini di circa il 25%. Questo dimostra che la domanda di lusso in volo non sta diminuendo, anzi.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Valore del mercato premium | ~50 mld di dollari (2025) |
| Tasso di crescita annuale | 10-15 % |
| Crescita dei jet personalizzati (2024) | +25 % |
| La presenza del Medio Oriente in first class | ~70 % |
| Aumento della fedeltà grazie al lusso | +30 % |
Chi sono i passeggeri della couture class?
Profilo? Prima di tutto HNWI (high net worth individuals) – persone con un patrimonio superiore a un milione di dollari. A questo si aggiungono le élite aziendali che viaggiano per lavoro, ma si aspettano uno standard elevato. E poi la crescente classe media in Asia e in Medio Oriente, che sta appena scoprendo la premium economy, ma già guarda alle classi superiori. Vale la pena notare che il Medio Oriente (Emirates, Qatar Airways, la nuova Riyadh Air) oggi rappresenta circa il 70% dell’offerta globale di posti in first class. È proprio lì che la moda sale a bordo con più audacia.
Perché questo conviene alle linee e alle case di moda?
Vantaggi per le compagnie aeree:
- Yield più elevati: un biglietto di prima classe costa spesso da 8 a 12 volte più di uno in economy
- La fedeltà dei clienti aumenta di circa il 30% (dati IATA) grazie all’esperienza di lusso
- Vantaggio competitivo attraverso un forte branding nella moda
- Effetto alone: il lusso in cabina aumenta il valore percepito dell’intero marchio della compagnia
Vantaggi per le case di moda:
- Accesso a un pubblico globale e mobile: i passeggeri sono spesso influencer a loro volta
- Effetto BTS/Dior (2019): +420% di interesse nei 3 giorni successivi all’annuncio della collaborazione
- Rafforzamento dell’aura di esclusività – Hermès evita deliberatamente le collaborazioni di massa, quindi ogni presenza in cabina è un segnale “solo per pochi eletti”
- La vendita di prodotti travel (beauty case, set di amenities) rappresenta un canale di distribuzione aggiuntivo
In Polonia, il mercato dei beni di lusso cresce di circa il 24% all’anno (2025), il che suggerisce che esiste anche una domanda potenziale per i viaggi premium, anche se le compagnie aeree low cost continuano a dominare. Resta da vedere se le compagnie aeree polacche decideranno mai di puntare sull’haute couture a bordo. Per ora, probabilmente no.
Tra elitismo ed ecologia: le ombre del lusso nell’aviazione
Il broccato e la pelle nappa nelle cabine di Etihad ed Emirates sono qualcosa di più di una semplice ostentazione di ricchezza: rappresentano anche un crescente problema politico e d’immagine per l’intero settore dell’aviazione. Perché mentre le compagnie si vantano di abiti Brioni da 56 mila dollari e scarpe Hermès in prima classe, milioni di persone a malapena possono permettersi un biglietto in classe economica. Questo contrasto genera una controversia che è difficile ignorare.

Lusso per l’1%? Il dibattito sull’elitarismo nei cieli
L’accesso ai prodotti haute couture sugli aerei è di fatto riservato a un gruppo ristretto – principalmente HNWI (High-Net-Worth Individuals), top manager, politici e celebrità. I biglietti nelle classi dove si può indossare un accappatoio Dior o utilizzare un set Bulgari costano decine di migliaia di złoty, spesso più di quanto guadagni in un anno il “passeggero medio” nella parte economica dell’aereo. Le critiche si fanno particolarmente aspre soprattutto nei periodi di crisi – quando le compagnie aeree riducono i posti nelle classi più economiche, investendo allo stesso tempo in suite con marmo e pannelli decorativi.
Ipocrisia ecologica: quando Dior incontra l’elicottero
Si discute altrettanto animatamente di ecologia. I jet privati e gli elicotteri delle celebrità emettono fino a 10 volte più CO₂ per passeggero rispetto a un volo di linea. Ha fatto scalpore l’esempio della coppia di influencer tedeschi (Friz e Wersow), che con un volo in elicottero per fare shopping nella boutique Louis Vuitton hanno scatenato una tempesta sui social – è stato loro rimproverato che i capricci delle celebrità danneggiano il clima più dei voli di centinaia di normali turisti. Allo stesso modo, Anne Hidalgo, sindaca di Parigi nota per la sua lotta alla riduzione del traffico aereo e automobilistico nella capitale, è finita sotto accusa quando i media hanno rivelato che aveva speso circa 84.000 euro di fondi pubblici per acquisti da Dior – nonostante la sua politica ecologica e la chiusura delle strade alle auto.
Prezzo contro produzione: fabbriche in Asia e critica ai margini
Il terzo filone di tensioni riguarda la discussione sui prezzi rispetto ai reali costi di produzione. In Cina, gli utenti dei social media (Reddit, X) pubblicano video dalle fabbriche Dior o Hermès in Asia, ponendo la domanda: perché una borsa costa 10 mila dollari, se producendo la in Cina l’azienda spende solo qualche centinaio? I margini del lusso sono sempre stati elevati, ma nell’era della trasparenza e dei consumatori consapevoli, rivelazioni di questo tipo comportano rischi reputazionali.
Le prime risposte del settore stanno già arrivando. Hermès dichiara di utilizzare coloranti vegetali invece di quelli sintetici, Qatar Airways si vanta che l’80% dei tessuti nelle nuove cabine proviene dal riciclo, mentre Emirates sta testando la compensazione delle emissioni. Tuttavia, per ora si tratta ancora di dichiarazioni. La sopravvivenza dei saloni haute couture volanti sotto la pressione dell’opinione pubblica dipenderà dalla rapidità ed efficacia con cui le maison e le compagnie aeree adotteranno soluzioni realmente sostenibili – oppure rimarranno simboli di un elitismo che il mondo non tollera più.
Prossima fermata: il futuro della moda tra le nuvole
Il salone di moda volante sta appena iniziando il suo vero volo. Quello che abbiamo visto finora – le coperte Hermès, le uniformi Dior – è stato solo un riscaldamento prima della vera rivoluzione. Nei prossimi 5-10 anni, la combinazione di tecnologia, geografia del mercato e nuovi modelli di esperienza potrebbe far sembrare le odierne cabine di first class come preistoria.
AR, NFT e AI: tecnologia su misura per il passeggero
Dopo il 2026 la moda virtuale sale a bordo. Immagina le prove in AR: indossi gli occhiali, scegli la borsa Chanel e vedi come si abbina al tuo stile – puoi ordinarla ancora prima dell’atterraggio. Gli NFT diventeranno un’esclusiva per i passeggeri di first class: modelli digitali limitati di Gucci disponibili solo a 10.000 metri di altitudine. La personalizzazione tramite AI va oltre – l’algoritmo adatterà l’illuminazione, la musica e la palette del sedile al tuo profilo estetico. Non fantascienza, ma un passo logico per le compagnie che già oggi investono milioni in ogni dettaglio della cabina.
Da Dubai a Danzica: dove volerà il lusso di domani?
Le previsioni per il 2030 sono chiare: le compagnie aeree del Medio Oriente (Riyadh Air, Emirates, Qatar) potrebbero controllare fino alla metà del mercato premium. La crescente classe media in Asia contribuisce a sua volta: il passeggero cinese si aspetta la moda tanto quanto il banchiere svizzero. E la Polonia? Il nostro mercato dei beni di lusso cresce più rapidamente della media europea. Il potenziale c’è – immaginiamo l’ambra di Danzica nel design delle cabine LOT o una collaborazione con designer locali. Anche Ryanair sta testando il premium – se funzionerà, la moda in volo smetterà di essere solo per milionari.
Ma il vero cambiamento va oltre l’aereo. Emirates prevede un Air Hotel ricavato da un A380 riconvertito intorno al 2029. Yacht, lounge negli aeroporti, terminal privati: tutto questo mira a creare un ecosistema di viaggio di lusso, dove la moda diventa il linguaggio dell’identità.
Siner Miki
redazione tecnologia & moto
Luxury Reporter

