Produzione annuale? Meno di qualche centinaio di pezzi per tutto il mondo. Prezzi alle aste? Superano regolarmente il milione di dollari. Lista d’attesa? Così lunga che la maggior parte dei clienti non riceverà mai il proprio esemplare. Questi non sono numeri da fantascienza: è la quotidianità dei Patek Philippe Nautilus Haute Joaillerie, orologi che hanno smesso di essere semplici dispositivi per misurare il tempo e sono diventati… ecco, cosa?
Patek Philippe Nautilus Haute Joaillerie – quando un orologio sportivo diventa un gioiello

Il classico Nautilus, progettato nel 1976 come un “elegante sportivo” in acciaio, fu una rivoluzione: il lusso in versione casual. Nautilus Haute Joaillerie è qualcosa di completamente diverso. Al posto dell’acciaio abbiamo oro 18 carati o platino. Invece della cassa semplice – centinaia di diamanti incastonati a pavé, che ricoprono ogni millimetro disponibile. Non è più un orologio sportivo. È un gioiello che – ah già – indica anche l’ora.
La differenza? Enorme:
- Nautilus in acciaio: un’icona di accessibilità (teoricamente)
- Nautilus Haute Joaillerie: simbolo dell’assoluta esclusività
- Una produzione va a migliaia; l’altra a centinaia (se)
- Uno lo comprerai (dopo anni di attesa); l’altro probabilmente mai
Cosa segue in questo testo? Passeremo attraverso la storia – da oggetto sportivo a gioiello. Poi daremo uno sguardo all’officina – come nascono questi piccoli capolavori. Alla fine: mercato, investimenti e la domanda su dove stia andando tutto questo.
Dalla crisi del quarzo all’Haute Joaillerie – l’evoluzione del Nautilus
Quando nel 1976 Gérald Genta progettò il Ref. 3700/1A “Jumbo”, nessuno definiva quell’orologio un gioiello. Acciaio, 42 mm di diametro, ispirazione ai boccaporti navali: il Nautilus doveva essere la risposta di Patek Philippe alla crisi del quarzo e alla rivoluzione sportiva del settore. Il produttore ginevrino puntava su resistenza e modernità, non sui diamanti.
Dall’oro e dalle complicazioni all’Haute Joaillerie
Gli anni ’80 e ’90 rappresentano un graduale ampliamento della linea: referenze più piccole, le prime complicazioni (calendario perpetuo, fasi lunari) e, soprattutto, versioni con casse in oro. Questo è stato in realtà il primo segnale che Nautilus smetteva di essere esclusivamente uno “sportivo”. La vera svolta? L’anno 2002 e la Ref. 4700/1R: modello femminile in oro rosa con lunetta incastonata di diamanti. Patek lo ha definito apertamente “Haute Joaillerie” e… beh, il mercato è impazzito.
Un altro decennio ha portato la culminazione: nel 2016 orologi per il 40° anniversario della linea (comprese spettacolari edizioni con diamanti), nel 2018 l’iconico 7118/1200R-001 con la cassa completamente incastonata, e nel 2021 una decisione che ha cambiato tutto: la fine della produzione del celebre 5711. La domanda è esplosa e le versioni con diamanti – precedentemente considerate come “ornamento per collezionisti” – sono diventate trofei d’investimento. Il Ref. 5811 ha raccolto l’eredità, ma Nautilus Haute Joaillerie è ormai un’altra categoria.
Artigianato, caratteristiche e mercato: l’interno di Nautilus Haute Joaillerie
Nautilus è ancora un orologio sportivo: lunetta ottagonale, quadrante con scanalature orizzontali, bracciale integrato – ma nella versione Haute Joaillerie si trasforma in un gioiello da polso. Le casse realizzate in oro 18 carati (bianco, rosa, giallo) o platino sono ricoperte da un pavé completo di diamanti, zaffiri taglio baguette o pietre preziose colorate. Cosa colpisce davvero? Fino a oltre 2.000 pietre su un solo orologio – incastonate a mano con la tecnica dell’incastonatura invisibile, tanto che il metallo quasi scompare. E nonostante tutto ciò? Nautilus Haute Joaillerie mantiene una resistenza all’acqua fino a 120 m (60 bar).
Com’è da vicino il Nautilus con diamanti?
Prendiamo la Ref. 5980/1400R-011: 40,5 mm in oro rosa, calibro CH 28‑520 C con cronografo e data, riserva di carica di 45-55 h. Niente di complicato – ma ogni elemento della cassa e del bracciale brilla di pietre preziose, mentre il quadrante rimane leggibile.

Mercato e investimenti: perché i valori crescono?
Nautilus Haute Joaillerie è un asset per UHNWI. Produzione? Estremamente limitata – poche decine di esemplari all’anno. Domanda? Celebrità, collezionisti, aste. Ref. 3700 è aumentato di circa l’800%, Ref. 5711 Tiffany ha registrato un aumento di oltre il 1.500% in un anno. Le versioni con diamanti scendono più lentamente rispetto a quelle in acciaio: le pietre stabilizzano il valore. Resta solo una domanda: quanto durerà questa febbre?
Il futuro nello splendore dei diamanti – quale sarà il prossimo passo per Nautilus Haute Joaillerie
Nautilus Haute Joaillerie è il risultato di una consapevole politica di rarità: Patek Philippe, l’ultima grande manifattura familiare di Ginevra, da anni mantiene la produzione annua a circa 60.000 orologi e non intende cambiarlo. “Tradition over mass production” – questo mantra significa che le versioni con diamanti del Nautilus rimarranno ancora più rare di quelle in acciaio. Cosa significa questo per noi, collezioniste?

Rarità controllata – la strategia degli Stern per i prossimi decenni
Patek non seguirà la strada della produzione di massa. Invece, gli esperti prevedono:
- Maggiore presenza di oro e diamanti a scapito dell’acciaio (tendenza già visibile)
- Boom sugli ordini personalizzati per clienti ultra-ricchi
- Crescente importanza delle questioni etiche – l’acquisizione di diamanti con certificazione Kimberley è ormai uno standard
- Gemelli digitali (NFT, “metaverse twins”) come autenticazione e ulteriore livello di esclusività
Gli analisti vedono i diamanti naturali come i “future blue chips” – le previsioni parlano di una crescita annuale del valore del 5-10% nel lungo termine. Ma attenzione: anche una bolla speculativa è possibile, soprattutto se il mercato verrà invaso da una ondata di flipper.

Alla fine? Nautilus Haute Joaillerie è un orologio per generazioni. Se lo acquisti per te e tua figlia, è un’ottima decisione. Se solo per rivenderlo tra un anno, forse vale la pena rifletterci.
MIKI 90
redazione orologi & moto
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