Blancpain è stata ufficialmente fondata nel 1735, il che la rende la più antica manifattura orologiera ancora in attività al mondo. Ma l’anno di fondazione è in realtà il fatto meno interessante su questo marchio. Conta qualcos’altro: dal 1983, quando Marc A. Hayek ha rilevato il marchio, Blancpain produce esclusivamente orologi meccanici. Niente quarzo. Mai.
L’essenza del marchio in uno sguardo
Parliamo qui di haute horlogerie nella sua forma più pura. Tourbillon, ripetizioni minuti, calendari perpetui sono complicazioni che richiedono centinaia di ore di lavoro manuale. Produzione? Meno di 30 pezzi al giorno. Questa non è una fabbrica, è artigianato.
L’icona del marchio è il Fifty Fathoms del 1953, considerato il modello di riferimento dell’orologio subacqueo moderno (sì, anche prima del Submariner). Oggi Blancpain fa parte dello Swatch Group (dal 1992), ha sede nel cuore della Vallée de Joux svizzera (Le Brassus e Le Sentier), ma ha mantenuto totale indipendenza nell’approccio alla produzione.

Attualità? La collaborazione Blancpain × Swatch del 2024 ha riportato il marchio al centro dell’attenzione. Inoltre, ci sono continue novità nelle linee Villeret, Ladybird e Tech Gombessa nella collezione Fifty Fathoms. E l’impegno per la protezione degli oceani non è uno stratagemma di marketing, ma una vera missione.
Da Villeret a Le Brassus
In effetti, la storia di Blancpain è un mix piuttosto interessante di tradizione e sopravvivenza. Tutto ebbe inizio nel 1735, quando Jehan-Jacques Blancpain fondò un laboratorio a Villeret. Il nonno Frédéric-Louis modernizzò la produzione dal 1815, e nel 1865 suo figlio costruì una fabbrica sulle rive del fiume Suze. Tuttavia, ricordiamo che la vera svolta arrivò solo nel XX secolo.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1735 | Fondazione dell’atelier da parte di Jehan-Jacques Blancpain |
| 1815 | Modernizzazione sotto Frédéric-Louis |
| 1865 | Costruzione della fabbrica sul fiume Suza |
| 1932 | Fine dell’era familiare, nascita di Rayville S.A., Betty Fiechter al timone |
| 1953 | Co-creazione di Fifty Fathoms con Nageurs de Combat (lunetta unidirezionale, doppio O-ring) |
| 1961-1971 | Integrazione con SSIH, picco di produzione |
| 1982/83 | La rinascita del marchio da parte di Biver e Piguet a Le Brassus |
| 1992 | Acquisizione da parte di Swatch Group |
| 2002 | Marc A. Hayek prende il comando |
| 2010/2022 | Integrazioni Frédéric Piguet e Simon & Membrez |
La crisi del quarzo degli anni ’70 ha quasi fatto scomparire il marchio, ma il team Biver-Piguet lo ha riportato in gioco.

Controversie sulle origini e la priorità
Blancpain è davvero “la più antica marca di orologi”? Dipende da chi lo chiedi. Il 1735 segna la fondazione dell’atelier, ma la continuità viene talvolta messa in discussione (soprattutto dopo la scomparsa del nome negli anni ’70). Lo stesso vale per Fifty Fathoms: ufficialmente 1953, anche se alcuni indicano il 1954 o il 1955 come anno delle prime consegne. Queste sfumature ricordano che marketing e storia non sempre vanno di pari passo.
Collezioni, tecnologie e caratteristiche distintive di oggi
L’offerta Blancpain si suddivide in cinque distinte famiglie. Fifty Fathoms è il leggendario diver (spesso impermeabilità fino a 300 m, calibro 1315 o varianti più recenti) disponibile sia come modello classico, sia nella versione più quotidiana Bathyscaphe, sia nella più sportiva Tech, passata dalle edizioni limitate alla collezione permanente. Villeret rappresenta la classicità, calibri ultra-sottili, calendari perpetui e persino il calendario cinese, eleganza allo stato puro. Ladybird si ispira agli orologi femminili del 1956 e nel 2026 verrà presentato un modello speciale Tribute. Air Command propone un cronografo flyback da 42,5 mm e una versione più recente da 36 mm, un po’ vintage, un po’ aviatore. Métiers d’Art è pura arte: incisione, smalto, shakudō.
Tecnica, manifatture e novità
Blancpain è pura meccanica. Utilizzano molle del bilanciere in silicone, molti calibri hanno una riserva di carica superiore alle 100 ore, i correttori sono nascosti sotto le anse (per non rovinare la simmetria). Produzione? Meno di 30 pezzi al giorno, meno di 10.000 orologi all’anno. La manifattura di Le Sentier si occupa delle serie, a Le Brassus (la vecchia fattoria chiamata “The Farm”) nascono le grandi complicazioni, la finitura avviene a Delémont.
Novità 2025- 2026 includono, tra l’altro, acciaio lucido nella Fifty Fathoms, nuove dimensioni per Villeret, Ladybird Colors e Tribute. La collaborazione con Swatch (Bioceramic Scuba Fifty Fathoms) ha generato code e la notorietà del marchio ha raggiunto un nuovo pubblico. Blancpain è impegnata nell’Ocean Commitment e nelle partnership con Relais & Châteaux, PADI 30×30.

I prezzi partono da alcune migliaia di dollari, in media si aggirano intorno ai 10.000 $, le complicazioni possono raggiungere centinaia di migliaia. Vendita tramite boutique e rivenditori autorizzati.
Meccanica invece della moda
Blancpain ha fatto qualcosa che sembra impossibile nel mondo dei marchi di lusso: ha costruito la sua posizione non su campagne scintillanti, ma su una filosofia ben precisa. Niente orologi al quarzo, nessun compromesso a favore della produzione di massa. È un po’ come osservare qualcuno che sceglie consapevolmente un sentiero stretto di montagna invece di una larga autostrada.

E proprio questo distingue la manifattura svizzera nell’oceano di marchi che lottano per attirare l’attenzione. Mentre altri inseguono le tendenze, Blancpain semplicemente segue la propria strada. Ogni meccanismo scandisce il tempo quasi allo stesso modo di 200 anni fa, e le novità vengono presentate quando sono pronte, non quando lo impone il calendario delle fiere di Basilea. Questo approccio costruisce la fedeltà dei clienti, che acquistano un orologio non perché sia di moda ora, ma perché avrà sempre valore.
Maxx
Luxury Reporter

