Margot Robbie a Grasse, il cuore francese della profumeria. Insieme a Olivier Polge, il profumiere-creatore di Chanel, scopre i segreti del processo di creazione di una delle fragranze più riconoscibili della storia. Il nuovo film e la serie fotografica che lo accompagna mostrano un luogo che da oltre un secolo è una parte fondamentale della storia di Chanel N°5. Grasse è il cuore olfattivo di Chanel. Lo scopriamo dalle coltivazioni di gelsomino fino al lavoro sulla materia prima che entra nella composizione della fragranza.
Grasse – l’inizio della storia di N°5
Grasse non è una località scelta a caso in questa storia. Fu proprio il gelsomino di questa zona che, nel 1921, venne selezionato da Ernest Beaux per creare il N°5. La fragranza realizzata per Gabrielle Chanel si distingueva fin dall’inizio per l’allontanamento dalla classica struttura dei profumi basata su una sola nota dominante. Beaux unì ingredienti floreali come il gelsomino e la rosa agli aldeidi. In questo modo creò una composizione dal carattere più astratto.
Oltre cento anni dopo, Grasse è ancora uno dei luoghi più importanti sulla mappa della profumeria di Chanel. È qui che la storia del N°5 si intreccia con un paesaggio specifico, la stagionalità delle coltivazioni e il sapere tramandato di generazione in generazione dai coltivatori. Si può dire che questo punto sulla mappa sia il cuore della storia olfattiva di Chanel.
Margot Robbie a Grasse: Gelsomino raccolto all’alba
La visita di Robbie permette di vedere il N°5 da una prospettiva che di solito rimane segreta. Prima che la fragranza finisca nel flacone, vive nella piantagione. Lì i lavoratori raccolgono a mano i fiori di gelsomino. All’alba, da agosto a ottobre. È in quel momento che i fiori possiedono la giusta qualità e intensità di aroma.
Dopo la raccolta, la materia prima deve essere rapidamente lavorata. Secondo le informazioni di Chanel, i fiori dovrebbero essere pesati entro tre ore dalla raccolta per preservare al meglio le loro proprietà. Anche la scala delle necessità è significativa. Per produrre un flacone da 30 millilitri di N°5 possono essere utilizzati anche circa mille fiori di gelsomino.
Cinque generazioni di conoscenza sul gelsomino, la rosa e i profumi
Dietro questo processo c’è anche la conoscenza tramandata da generazioni dei produttori locali. Dal 1987 Chanel collabora a Grasse con la famiglia Mul. In questo caso, la tradizione della coltivazione dei fiori si tramanda da cinque generazioni. La partnership è nata in un periodo in cui i campi locali di gelsomino e di altre piante utilizzate in profumeria stavano lasciando il posto all’edilizia e a una produzione più economica in altre regioni.
La collaborazione con i coltivatori ha garantito a Chanel l’accesso a materie prime di alta qualità. Oggi il marchio destina cinque raccolti di fiori eccezionali esclusivamente alla produzione delle proprie fragranze. Particolarmente importante è anche la vicinanza tra i campi e lo stabilimento di lavorazione. Questo perché il delicato gelsomino non può attendere a lungo prima di essere ulteriormente lavorato.
L’artigianato è la base del lusso di Chanel?
L’incontro tra Margot Robbie e Olivier Polge è un altro capitolo della lunga relazione dell’attrice con Chanel. È anche una storia su ciò che si cela dietro il flacone finito di N°5. Robbie, ambasciatrice della maison francese da otto anni, questa volta scopre il luogo in cui una delle pagine più importanti della storia del marchio è stata scritta oltre cento anni fa.

Il nuovo film e la serie di fotografie ricordano che dietro la leggenda di N°5 ci sono persone reali, luoghi specifici e competenze uniche. Coltivatori che lavorano nei campi di Grasse, raccolta manuale dei fiori, lavorazione precisa delle materie prime e la conoscenza del profumiere responsabile del carattere della composizione. In un’epoca in cui la produzione di beni di lusso si basa sempre più sull’automazione e sulle catene di approvvigionamento globali, la storia di N°5 mostra un’altra definizione di lusso: una in cui il valore nasce anche dal patrimonio locale, dalla pazienza e dal lavoro svolto con straordinaria precisione.

