Alla Monterey Car Week 2026, i tradizionali cambi manuali, i motori a combustione ruggenti e le finiture artigianali hanno dominato le discussioni tra i collezionisti. Ecco cinque delle anteprime più affascinanti che hanno rubato la scena.
Monterey Car Week – un festival unico al mondo
Il mitico promontorio californiano di Monterey si è ancora una volta trasformato nella capitale mondiale dell’ultra-lusso. L’edizione giubilare del Concours d’Elegance a Pebble Beach e l’esclusivo incontro sui prati di The Quail hanno portato una chiara dichiarazione da parte dei creatori di hypercar. Qui, quindi, lo sfarzo digitale lascia spazio alla pura meccanica.
Il festival di quest’anno si è svolto dal 7 al 16 agosto 2026. L’intero ciclo ha coperto 10 giorni ricchi di sfilate, gare, aste e anteprime. L’evento si è concluso con il 75° anniversario del Concorso d’Eleganza (Pebble Beach Concours d’Elegance). Si è tenuto domenica 16 agosto.
TOP 5 gemme della Monterey Car Week 2026
Fenice olandese con anima in alluminio: Spyker C8 Preliator XXV

La manifattura olandese sorprende ancora una volta. Ecco perché presenta un capolavoro in edizione limitata, creato secondo principi assolutamente senza compromessi. Il modello Spyker C8 Preliator XXV si distingue per la carrozzeria in alluminio modellata a mano nella tonalità Quail Green con particelle di oro rosa. Sotto la carrozzeria si cela invece un motore V8 assemblato artigianalmente con una potenza di quasi 800 CV, abbinato a un classico cambio manuale a vista. L’abitacolo, con pelle color cognac trapuntata e plancia in alluminio spazzolato, rende questa rarità olandese prodotta in soli 25 esemplari. Definisce in modo assoluto il concetto di gioiello automobilistico.

Lo spirito della Formula 1 reinventato: Gordon Murray Special Vehicles S1
Il genio dell’ingegneria Gordon Murray torna con una proposta che attinge direttamente alla leggendaria McLaren F1. Nel modello S1 rinuncia a complicate ali aerodinamiche in favore di sensazioni pure: un V12 Cosworth aspirato che sale fino a 12.100 giri al minuto, trazione posteriore e posizione centrale al volante. La copertura del motore rivestita in oro 24 carati e la classica leva del cambio dimostrano che peso ridotto e ruggito meccanico regalano emozioni. Nessuno schermo potrà mai sostituirle.

L’arte della linea aerodinamica da milioni: Bugatti Destrier
Un’opera unica del programma Solitaire trasforma l’aggressività da pista in un’eleganza straordinaria. Bugatti Destrier misura appena un metro in altezza e sotto la sua carrozzeria liscia pulsa un impressionante motore W16 da 1600 cavalli. Nell’abitacolo, i materiali tradizionali si fondono con l’innovazione: fili di rame sono intrecciati direttamente nel tessuto 3D, mentre i dettagli sono rifiniti a mano con metallo battuto. Questo veicolo, dal valore superiore ai 20 milioni di dollari, rappresenta l’apice assoluto del prestigio collezionistico dell’evento di quest’anno.

Precisione ingegneristica senza compromessi: RUF Ehra
La manifattura tedesca di Pfaffenhausen ha creato un’auto originale costruita attorno a una monoscocca in carbonio. La RUF Ehra richiama nelle linee la classica 911, ma dal punto di vista tecnico rappresenta un’identità a sé stante. Gli interni coccolano con pelle cucita a mano, pedali in titanio e l’iconico motivo di rivestimento Pasha. Il boxer biturbo da 650 CV, abbinato al cambio manuale a 7 marce, rende questa vettura la favorita silenziosa per i guidatori alla ricerca della perfetta sensibilità meccanica.
Ritorno rivoluzionario alla tradizione: McLaren McL 6GT
Woking realizza finalmente il progetto incompiuto di Bruce McLaren del 1970. Il concept McL 6GT anticipa un’auto di serie per il 2028 e porta nella gamma del marchio una freschezza stilistica completamente nuova. Tuttavia, la notizia più importante per gli appassionati rimane l’introduzione del primo cambio manuale su una McLaren dai tempi della F1 del 1992. Il V8 biturbo e la trazione posteriore segnalano chiaramente che il marchio punta su un’esperienza di guida diretta e autentica.
L’odore di benzina e il rombo dei motori
La Monterey Car Week 2026 di quest’anno ha lasciato dietro di sé non solo l’odore della benzina ad alto numero di ottani e il rumore delle onde del Pacifico che si infrangono sulle scogliere di Pebble Beach, ma soprattutto un chiaro segnale per il mondo intero. Nell’epoca della sterilità digitale e degli schermi onnipresenti, il lusso più ambito è l’autenticità. Ecco perché il vero cuore dell’automobilismo ruggisce forte.
Ecco perché il profumo della pelle pregiata, la resistenza percepibile della leva del cambio meccanico e la pura, non filtrata gioia di guida sono così preziosi.
La California ha dimostrato ancora una volta che la massima espressione dell’automobilismo non sono i freddi calcoli degli ingegneri, ma l’arte viva, le emozioni e una passione senza compromessi. Questa, nella sua versione migliore e analogica, semplicemente non invecchia mai.

