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Lettura: Elie Saab e H&M – un addio sfarzoso e di stile al minimalismo
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luxnews.it > Moda > Elie Saab e H&M – un addio sfarzoso e di stile al minimalismo
Moda

Elie Saab e H&M – un addio sfarzoso e di stile al minimalismo

Joanna Baran
Ultimo aggiornamento: 04.09.2026 19:04
Joanna Baran
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Elie Saab I H&M 2026
Elie Saab I H&M 2026 fot.vogue.com
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Il 22 ottobre arriverà nei negozi H&M una collezione che potrebbe essere molto più di una semplice collaborazione di rilievo tra uno stilista e una catena fast fashion. Elie Saab porta nel mondo della moda di massa il suo universo di paillettes, pizzi, drappeggi e sontuosità da sera. Dopo anni di dominio del quiet luxury e dell’estetica del “less is more”, è difficile immaginare un segnale più chiaro che la moda ha di nuovo voglia di “essere moda”.

Indice
Non ci sarà un “Elie Saab light”Dalla parte della bellezzaLa fine del minimalismo? Piuttosto la fine del suo monopolioIl lusso oggi vuole essere un’esperienzaRitorno al piacere di vestirsi

Elie Saab non ha bisogno di H&M. Per oltre quattro decenni il suo nome ha avuto una circolazione completamente diversa: tra atelier, haute couture, red carpet e i guardaroba di donne per le quali un abito non è semplicemente un vestito, ma un evento. È proprio per questo che la collaborazione con H&M ha qualcosa di un terremoto controllato. Uno dei creatori più riconoscibili del glamour da sera incontra un marchio che da anni si specializza nella democratizzazione della moda. La première del 22 ottobre sarà quindi non solo un’altra data nel calendario dello shopping, ma anche un incontro tra due mondi che per anni sono sembrati quasi opposti.

Non ci sarà un “Elie Saab light”

La collezione comprenderà circa 55 modelli femminili e maschili, oltre ad accessori. Non mancheranno gli elementi per cui il marchio dello stilista è maggiormente riconosciuto: pizzi, paillettes, drappeggi, lucentezza, silhouette marcate e caratteristici passaggi cromatici. La palette è stata costruita attorno al nero, all’oro e al verde smeraldo. Tra i modelli più spettacolari spiccano un abito bustier che sfuma dal verde al nero e una giacca con paillettes in gradiente oro-nero. L’elemento più costoso della collezione, una giacca in pelle in una tonalità di cioccolato che sfuma nel nero, avrà un prezzo di 399 euro. Gli accessori più economici partono da 29,99 euro.

Elie Saab I Hm 2026 1 16005
fot. vogue.com

Questa differenza di prezzo è ovviamente il fulcro della collaborazione. Elie Saab non cerca di fingere che H&M sia haute couture. Allo stesso modo, H&M non cerca di far credere che la couture possa semplicemente essere scontata. Si tratta piuttosto di tradurre il linguaggio di un mondo in quello dell’altro. Saab sottolinea di non aver voluto creare una collezione basica. “Nessuno vuole i capi basic da Elie Saab”, ha dichiarato in un’intervista a Vogue. Ogni pezzo doveva mantenere qualcosa del suo carattere, anche se era pensato per una scala produttiva completamente diversa.

Dalla parte della bellezza

La scelta di Saab non è casuale anche perché la sua estetica si pojawia proprio nel momento in cui si avverte una chiara stanchezza per l’ascetismo della moda. Negli ultimi anni il lusso è stato spesso fotografato nei toni del beige, del grigio e del nero. Doveva essere silenzioso, discreto e privo di ostentazione. Meglio ancora se l’etichetta rimaneva invisibile, il taglio parlava da sé e il capo sembrava scelto come se la proprietaria non avesse dedicato particolare attenzione allo styling.

Elie Saab rappresenta quasi l’esatto opposto di questa filosofia. La sua moda non si scusa per la sua decoratività. Non nasconde il processo di creazione della silhouette, non finge casualità e non rinuncia all’effetto “wow”. Se il quiet luxury diceva: “non devi mostrarlo”, Saab risponde: “e se invece volessi farlo?”.

Ed è proprio per questo che la sua collaborazione con H&M arriva in un momento così perfetto. Il marchio svedese, nello stesso autunno, propone anche collezioni basate su un minimalismo sobrio dall’aspetto lussuoso, con lana, pelle, sartorialità e capi essenziali da guardaroba. Accanto a questa linea, però, compare anche Saab – con pizzo, paillettes, abiti da sera e silhouette teatrali. Non è un caso, ma il riflesso della moda contemporanea: il minimalismo non scompare, ma smette di essere l’unico modo accettato per apparire “costoso”.

La fine del minimalismo? Piuttosto la fine del suo monopolio

La cosa più interessante di questa storia è che Elie Saab non si presenta da H&M con un semplice messaggio: “il massimalismo è tornato”. Nel suo caso si tratta di qualcosa di più sottile. Il designer da tempo costruisce il proprio marchio attorno a un linguaggio ben definito, e non alle tendenze stagionali. In un’intervista con Vogue, sottolinea la coerenza visibile nei suoi archivi. Un’artigianalità magistrale che rimane più importante delle mode passeggere.

Elie Saab I Hm 2026 1 16001
fot. vogue.com

È una differenza significativa. Il ritorno dell’ornamentazione non deve necessariamente significare un ritorno al consumismo caotico. Al contrario: si può avere un solo abito spettacolare, una giacca perfettamente tagliata o un blazer di paillettes e indossarli per anni. Si può trattare un capo vistoso con la stessa serietà di un cappotto minimalista. In questa prospettiva, il massimalismo non è l’opposto della qualità, ma un altro modo di esprimerla.

Sam Saab da un po’ di tempo sta ampliando il proprio repertorio. Nelle sue collezioni compaiono silhouette più pratiche, tailoring, capi in pelle ed elementi del guardaroba quotidiano, anche se rimangono ancora i pizzi, i ricami e la caratteristica luminosità del designer. La collezione haute couture autunnale del 2026, invece, abbinava abiti spettacolari a smoking perfettamente tagliati per donne e uomini.

Il lusso oggi vuole essere un’esperienza

Nelle dichiarazioni di H&M riguardanti la collaborazione ricorre un altro tema: il bisogno di bellezza in un mondo dominato dalla tecnologia. Ann-Sofie Johansson, direttrice creativa di H&M, parla della nostalgia per le cose che possono nascere solo grazie alle mani umane. Ricorda il momento in cui Saab, lavorando in atelier, prese un pezzo di tessuto nero e iniziò a drappeggiarlo direttamente sul manichino, costruendo la struttura dell’abito. Solo in seguito il team di H&M dovette scomporre quel gesto in elementi tecnici e trovare un modo per riprodurlo.

In questo senso, la collaborazione è interessante anche come racconto sulla tecnologia. Più la moda diventa digitale, automatica e subordinata agli algoritmi, maggiore valore può acquisire ciò che appare realizzato dall’uomo: drappeggi irregolari, ricami complessi, il peso delle paillettes, finiture manuali. Questo è il paradosso del lusso contemporaneo. In un mondo in cui quasi tutto può essere generato, il lusso diventa non solo la rarità, ma anche la traccia del lavoro umano.

Ritorno al piacere di vestirsi

Elie Saab x H&M potrebbe quindi significare più di una semplice storia d’amore stagionale tra il lusso e l’high street. È un segno di cambiamento d’umore. Dopo l’epoca del capsule wardrobe, dei toni neutri e dell’ossessione per i capi “da investimento”, la moda riconquista il diritto al piacere. Non si tratta di buttare via il cappotto beige e sostituirlo con le paillettes. Si tratta di smettere di considerare l’uno più intelligente dell’altro.

Perché forse il cambiamento più grande oggi non è l’addio al minimalismo, ma l’addio alla convinzione che la moda debba essere razionale.

Per diversi anni l’abbigliamento doveva essere universale, senza tempo e facile da abbinare. Ora, sempre più spesso, deve anche essere emozionante. Deve avere carattere, raccontare una storia, ricordare l’occasione per cui è stato indossato. Deve offrire un pretesto per travestirsi, non solo per vestirsi.

Ecco perché la collaborazione di Elie Saab con H&M è un evento particolarmente azzeccato per l’autunno 2026. Non perché il minimalismo sia davvero morto. Non è morto e probabilmente non morirà ancora per molto tempo. Semplicemente ha smesso di essere l’unica definizione di buon gusto.

Il 22 ottobre da H&M arriva uno stilista la cui moda da decenni comunica qualcosa di completamente diverso: che una donna può desiderare di apparire spettacolare, che le paillettes non hanno bisogno di giustificazioni. La bellezza non deve essere silenziosa per essere lussuosa.

Forse è proprio per questo che Elie Saab e H&M non tanto annunciano la fine del minimalismo, quanto gli organizzano un addio molto elegante.

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